Benvenuto al Club
Sei uscito dal lavoro più tardi del solito e hai fatto un po' di fatica a trovar parcheggio. Ma ecco, proprio quando stai per gettare la spugna, uno spazio vuoto. Ti guardi attorno in cerca di qualche divieto; poi, rassicurato, lasci lì la macchina, attraversi la strada e sali i cinque gradini di marmo che ti separano dalla porta del Club.
Ti fanno entrare. Non c'è bisogno che mostri la tessera. Passi per la sala comune scambiando un cenno coi tuoi pochi conoscenti. Uno di loro sventola un foglio di giornale: è la Stampa. Te la offre, c'è qualcosa che vorrebbe tu leggessi, ma tu scuoti la testa. Invece punti dritto alla libreria. Cerchi il volume che ti serve... per un attimo hai paura che qualcuno l'abbia già preso. Che tu sia arrivato davvero tardi. Ma no: eccolo lì, con la sua rilegatura in marocchino e il titolo in inchiostro d'oro. Crisografico, si dice.
Lo prendi, ti accomodi su una poltrona vicino al camino. Ti assicuri che la luce sia quella giusta, e di essere quanto più possibile comodo sulla poltrona (per quanto, già lo sai, continuerai a spostarti e a risistemarti per tutta la serata, perché la posizione giusta per leggere non esiste, è un mito). L'occhio ti cade sulla targa appeso sopra il camino:
In omnibus requiem quaesivi, et nusquam inveni nisi in angolo cum libro.
Sorridi, sfogli frettolosamente le prime pagine del volume e, finalmente, attacchi a leggere.
Benvenuto al Club.



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