Idea #3: VIAGGIO IN GIAPPONE

Giappone, fine dell'Epoca Tokugawa. Un ladro, che stava venendo scortato nella prigione più vicina, riesce a scappare. Non sappiamo come abbia fatto: lo incontriamo che già si è dato alla macchia. Il ladro cerca di allontanarsi il più possibile dall'han dei suoi crimini. A un certo punto capiamo che è stato anche, una volta sola, un assassino, e che questo ricordo lo tormenta.

Dunque, il ladro viaggia e rimane nascosto. Osserva la vita delle persone attorno a lui: dei contadini, dei daisei (studenti), dei samurai itineranti, dei ronin, dei banditi, degli yakuza, dei dayû (artisti) girovaghi, delle prostitute. Ognuno di loro ha la sua storia, vive la sua avventura, piccola o grande che sia. Il ladro a volte viene ospitato da loro, altre volte - la maggior parte, vista la sua comprensibile diffidenza - se ne sta alla larga e li osserva da lontano. Il libro è composto da sei o sette racconti di vita quotidiana o straordinaria dell'Epoca Tokugawa, con la cornice della fuga del ladro, che ha sempre paura di sentire qualche funzionario di polizia urlargli dietro "Go-Yô" ("Affari ufficiali", come a dire "Fermo, polizia!").

Una o due volte al massimo gli inseguitori sono sul punto di catturarlo, ma il ladro riesce a scappare per il rotto della cuffia.

Nell'ultimo capitolo cosa succede? Il ladro viene catturato o scappa di nuovo? Veniamo a conoscenza della sua storia precedente o sarebbe più bello lasciarla all'immaginazione del lettore? Empatizzeremmo con lui anche se venissimo a conoscenza dei suoi crimini?




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