Confine dell'impero, fine III secolo. Costantino è un sottufficiale grande e grosso. È il figlio di Costanzo, che è a capo di un contingente di cavalleria agli ordini dell'Augusto d'Occidente Massimiano. Con un genitore così, sente di poter fare tutto quel che vuole.
Stanno razziando un villaggio di germani. Lui e il suo migliore amico, Stabulario, si guardano le spalle a vicenda. Stabulario sorprende una donna in una capanna e decide di tenerla per sé. Il problema è che anche Costantino la vuole. Così, quando la donna scappa e lui e Stabulario la inseguono, e Costantino la trova per primo, egli la stupra. A Stabulario non piace l'idea che l'amico l'abbia privato del suo bottino. La sera, dopo un bicchiere di vino (non annacquato: lo bevono puro, alla maniera dei barbari), lo chiama "trachala", collo-di-toro. È una presa in giro che nessuno ha mai avuto il coraggio di dire in faccia a Costantino, sebbene molti lo chiamino così alle sue spalle. La truppa, a sentire quel soprannome segreto, si sganascia, e Costantino, sportivamente, abbozza un sorriso.
Stabulario viene prelevato dalla sua baracca nel cuore della notte. Gli viene ficcato uno straccio in bocca in modo che non possa chiedere aiuto e viene trascinato fuori dall'accampamento. La guardia alla porta praetoria è d'accordo, non dice nulla. Finalmente lo gettano ai piedi di Costantino.
Il futuro imperatore è dispiaciuto. Lui, Stabulario, gli ha mancato di rispetto di fronte alle truppe. Con la truppa bisogna portare pazienza, ma bisogna anche essere pronti a mandare un messaggio. Non ci saranno prove che è stato lui, e nessuno avrà il coraggio di accusarlo; ma tutti lo sapranno.
Stabulario non riesce a crederci. Lui e Costantino sono amici. Stabulario viene sbavagliato e urla che Costantino è un uomo senza cuore, che ucciderebbe sua moglie se gli sembrasse utile alla carriera.
"Anche mio figlio" risponde Costantino, cupo.
Uno dei soldati si fa il segno della croce. Costantino stringe le dita attorno al collo di Stabulario e lo soffoca, in modo da non versare sangue (il che sarebbe un sacrilegio). Poi torna all'accampamento e lascia i suoi uomini a disfarsi del cadavere.
Flash Fact: Costantino, in effetti, uccise sua moglie Fausta e suo figlio Crispo nel 326 d.C.
Commenti
Posta un commento